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Ideologicamente nato per sollazzare le turbe maschili, Rumble Roses
XX non è altro che un wrestling soft-porn, infarcito da un sistema
di gioco di secondo piano, come ai tempi del primo capitolo per
PlayStation 2. La sostanza, quindi, non cambia di una virgola: ragazze
dai microabiti, incontri poco credibili e gameplay al limite della
prima generazione. Al tutto bisogna aggiungere la totale assenza
di un modalità Storia, quanto meno compensata da un paio di novità,
come un’opzione per il servizio Xbox Live. Next generation? Neanche
l’ombra, grafica a parte.
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Rumble Roses XX
Le bellissime ragazze del Wrestiling sono
tornate per fare sfracelli... quello che ti aspetteresti
da un gioco di ultima generazione
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Il sistema di gioco non è mutato di una virgola rispetto al prequel uscito un paio di anni fa. I controlli base prevedono una serie di prese al corpo e colpi di varia natura, realizzati prendendo spunto dal motore degli ultimi Smackdown! VS Raw. Una semplicità che non trae spunti nemmeno nei match in doppio, nei quali è possibile realizzare delle proiezioni in coppia. Indubbiamente l’aspetto più interessante sono le umiliazioni, quasi sempre di carattere sadomaso ed enfatizzate da un sistema di inquadrature vietabile ai minori di 18 anni. La differenziazione delle mosse, inoltre, è molto limitata, rendendo ogni incontro una fotocopia del precedente. Questa estrema semplicità del gameplay è in parte addolcibile con la moltitudine di bonus sbloccabili, dai costumini da bagno alle tenute sadomaso; l’idea non è per nulla originale, ma per gli amanti del voyeurismo potrebbe rivelarsi un ottimo passatempo. Come anticipato, non esiste una trama di fondo per ogni ragazza, tanto meno un graduatoria che regola l’ordine degli incontri. La scelta de match è ora regolata da una mappa degli Stati Uniti, sulla quale ogni puntino rappresenta una delle differenti modalità di gioco. Online, classifica a parte, è presente un mode “rissa da strada” con colpi e barre energetiche in puro stile Tekken.
Il reale cuore pulsante di Rumble Roses XX, a differenza dei canonici
titoli di wrestling, è la sensualità delle protagoniste. Inutile
negare, quindi, che i combattimenti sono un semplice pretesto per
mascherare il concetto alle spalle del prodotto: attrarre il maggior
numero di utenti maschili dagli animi bollenti. A questo proposito,
è importante sottolineare la qualità tecnica dei modelli poligonali
ed in particolar modo delle loro forme mozzafiato. Le magagne relative
al gameplay perdono così importanza nel corso delle proiezioni,
enfatizzate da una parziale libertà della telecamera e durante le
sequenze d’introduzione ad inizio incontro. La media qualità delle
arene di gioco e la scelta poco accurata degli effetti grafici sono
due aspetti che nella norma meriterebbero un’attenzione più accurata,
ma nel contesto di Rumble Roses XX sono pressoché irrilevanti; l’occhio,
dolente o nolente, cade sulle lottatrici, sempre abbigliate in modo
provocante. Da non sottovalutare, tuttavia, le animazioni, in buona
parte macchinose e prive di un nesso logico.
RR XX non prova minimamente a migliorare la formula già poco evoluta del suo predecessore. Il parco mosse è molto limitato ed il gameplay è alla stregua di un titolo arcade. Sostanza a parte, però, il gioco si tramuta per gli adolescenti in una valido mezzo alternativo per giustificare l’utilizzo della chiave nella toppa della serratura… E’ evidente che l’idea di Konami è di spingere i giocatori a sbloccare i differenti extra solo per il gusto di ammirare le “roses” dimenare le loro rotondità, tralasciando agli illusi l’idea di avere tra le mani un buon gioco di wrestling.
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