Death Bringer (1988)
L'esplorazione domina tutto. Ci si muove in ambienti pseudo-3D che ricordano i labirinti di Bard's Tale, tra città in fiamme e terre desolate. Il protagonista è un eroe senza nome: parte dal villaggio di Soron per fermare un mago assetato di potere capace di comandare demoni. I nemici sono visibili sulla mappa, come in Ultima, e lo scontro scatta solo avvicinandosi. In battaglia i comandi sono fissi: attacco o magia, senza controllo manuale dei movimenti. Interessante il ciclo giorno/notte e la ricerca dei compagni, da reclutare nelle città invece di seguirne una trama lineare. Un ibrido curioso tra estetica anime e struttura da RPG occidentale.