Fatale (2009)

Tre atti frammentati ricostruiscono il dramma di Salomè, tra l'ispirazione biblica e la visione di Oscar Wilde. Non c'è una trama lineare. Prima si abita la mente di Giovanni Battista in prima persona, chiuso in una cisterna dove i pensieri emergono attraverso dei veli. Poi ci si sposta su una terrazza: qui si fluttua tra i resti della danza come se si esplorasse un quadro vivente, ricomponendo i fatti tramite puzzle ambientali. L'ultimo atto riduce l'interazione al minimo, lasciando che lo sguardo osservi la danza da lontano. Un'opera che ricorda The Graveyard per struttura e approccio.