Judith (2009)
Un edificio abbandonato, un incontro clandestino e una sparizione improvvisa. Judith recupera l'estetica di Wolfenstein 3D per raccontare il legame tra Jeff ed Emily attraverso una prospettiva in prima persona. La narrazione si frammenta in due storie alternate e un terzo filone onirico: esplorando le stanze, i confini tra passato e presente sfumano. I dialoghi cambiano colore per distinguere chi parla, mentre piccoli enigmi punteggiano il cammino. Jeff avanza con le frecce della tastiera e interagisce premendo la barra spaziatrice, tra momenti di controllo diretto e sequenze cinematiche che svelano i segreti di questo intreccio ispirato a Barbablù.