Trauma (2011)

Sogni distorti e frammenti di memoria guidano i passi di una ragazza reduce da un incidente stradale. Ci si muove in un ospedale onirico attraverso scatti statici, con transizioni che ricordano lo stile di Myst, ma senza libertà di movimento in 3D. L'interazione passa per il classico point-and-click: zoom sugli oggetti, gestione dell'inventario e caccia a polaroid nascoste. Il vero cuore sta nei gesti disegnati a schermo, linee gialle che servono a tagliare passaggi o sollevare pesi. Alcune abilità apprese tardi richiedono di tornare indietro nei capitoli precedenti per sbloccare la strada. Ogni atto si chiude con una sequenza video FMV.