Abzû (2016)

Niente ossigeno che scarseggia o minacce letali. In Abzû ci si tuffa negli abissi come un subacqueo libero di nuotare in ogni direzione, accelerando tra banchi di pesci e creature marine che seguono logiche ecosistemiche. Il viaggio svela i resti di una civiltà oceanica attraverso l'ambiente, senza HUD o indicatori di missione a sporcare la vista. Tra un enigma ambientale e l'altro, si possono liberare droni o collezionare conchiglie nascoste. Poi ci sono le statue: qui il controllo del personaggio svanisce per lasciare spazio alla meditazione, trasformando la telecamera in un osservatore silenzioso della vita sottomarina.