Inside (2016)
Senza una parola, un ragazzo attraversa un mondo distopico e ostile, tra foreste notturne e laboratori dove si conducono esperimenti sinistri. Il gameplay è spietato: si avanza a tentativi, morendo spesso in modi brutali mentre ci si nasconde da creature e inseguitori. I comandi sono essenziali, ridotti a saltare, muoversi e afferrare oggetti, ma le soluzioni ai puzzle ambientali cambiano continuamente. Si guida un sottomarino, si dondolano catene o si manipolano le menti altrui per superare gli ostacoli. A volte un gruppo di alleati segue il protagonista, aiutandolo a spostare pesi o a lanciarsi in aria. Un'estetica cupa e minimale che ricorda Limbo, dove l'unica guida è l'intuizione.