Sword of Vermilion (1989)
Otto anelli magici sparsi per la terra di Excalabria: è questa l'ossessione del protagonista, un ragazzo comune che scopre improvvisamente di essere il figlio del defunto Re Erik. Per sconfiggere il malvagio Tsarkon, il gioco stravolge costantemente la visuale. Ci si muove tra i villaggi con una prospettiva dall'alto in terza persona, per poi passare alla prima persona durante i viaggi nel mondo. Quando scatta l'azione, però, tutto cambia: i combattimenti diventano picchiadiri a scorrimento laterale, ricordando lo stile di Final Fight o Double Dragon. Un mix di GDR e action combat che non bada a compromessi.